In Breve
- Qual è la richiesta di Del Vecchio riguardo a Delfin?
- Del Vecchio ha richiesto un'indagine sulla gestione del board di Delfin e sui potenziali conflitti di interesse.
- Quali sono le principali criticità sollevate?
- Criticità includono il rifiuto di fornire documentazione e incoerenze nelle operazioni di riacquisto delle azioni.
- Che ruolo ha il professor Mario Notari in questa vicenda?
- Notari è coinvolto in cause legali e accusato di conflitti di interesse nel board di Delfin.
Il 29 agosto 2026, Leonardo Maria Del Vecchio ha formalmente richiesto ai commissari ai conti di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, di avviare un’indagine approfondita sulla gestione del board della holding. Questa iniziativa giunge dopo la sua recente rinuncia agli incarichi operativi legati a EssilorLuxottica, sottolineando il suo nuovo ruolo esclusivo di azionista e la necessità di maggiore trasparenza nella governance di Delfin.
Delfin detiene attualmente il 32% di EssilorLuxottica e ha partecipazioni significative in istituti finanziari come Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%). Nella lettera, Del Vecchio ha richiesto una verifica indipendente nell’interesse di tutti i soci, evidenziando diverse criticità.
Una delle principali contestazioni riguarda il rifiuto sistematico da parte di Delfin di fornire documentazione richiesta dai consulenti di Del Vecchio, incluse informazioni sulla composizione del patrimonio della holding. L’ultima richiesta, datata 3 luglio 2026, sarebbe stata respinta dal board.
Inoltre, Del Vecchio ha criticato l’atteggiamento del consiglio riguardo all’operazione di riacquisto delle azioni acquistate dall’erede dei fratelli Luca e Paola. Secondo quanto riportato, il board ha mostrato inizialmente disponibilità a sostenere l’operazione, per poi subordinare il suo supporto a varie approvazioni assembleari, intrattenendo trattative separate solo con alcuni azionisti.
La lettera di Del Vecchio mette in luce anche i potenziali conflitti di interesse di alcuni membri del consiglio. Tra questi, spicca la figura del professor Mario Notari, attualmente coinvolto in una causa per compensi professionali contro gli eredi della famiglia Del Vecchio e oggetto di un procedimento legale in Lussemburgo per la sua rimozione dal board. Notari è anche accusato di aver redatto un atto di rinuncia all’usufrutto di Nicoletta Zampillo a favore di Rocco Basilico, atto che è ora oggetto di contestazioni legali.
Un altro punto critico sollevato riguarda i ruoli sovrapposti di Romolo Bardin, che ricopre posizioni sia in Delfin che in Cdv Holdings, un veicolo legato a Claudio Del Vecchio. Del Vecchio ha richiesto chiarimenti su come il board abbia gestito i potenziali conflitti di interesse in queste situazioni.
Inoltre, Del Vecchio ha espresso preoccupazioni riguardo alla partecipazione di Delfin in C.D. Holding, attraverso cui la holding familiare è entrata in Ceramica Dolomite. Delfin avrebbe investito 2 milioni di euro nel 2022 per una quota del 25%, ma ha successivamente affrontato richieste di nuovo capitale e un peggioramento dei risultati rispetto al piano originario. Nel 2024, la perdita aziendale è quasi raddoppiata, arrivando a 19,4 milioni di euro, e Del Vecchio ha contestato la mancanza di informativa ai soci riguardo agli impegni assunti e alle modalità di monitoraggio dell’investimento.
Infine, la lettera mette in evidenza un’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti relativa a Brooks Brothers. Secondo la documentazione pubblica, Delfin sarebbe coinvolta in un accordo tra azionisti dal 2016 e avrebbe detenuto circa il 7,5% della Class A equity al momento del fallimento nel 2020, con contestazioni e procedimenti legali ancora in corso. Del Vecchio ha sottolineato di non essere mai stato informato di questa esposizione né di eventuali accantonamenti o passività potenziali nei conti di Delfin collegati a questa vicenda.

